Misteri britannici

 

 Perché si può dire “my brother’s car” ma non “the car of my brother” @@@ Le insidie della lingua sono numerose: trappole infinite si annidano nel cammino dello straniero che si avventura nello studio dell’inglese. E tante regole, regolette da imparare rimangono sconosciute di LinkPop per http://www.linkiesta.it Mai dare retta a chi sostiene che imparare l’inglese sia facile. È il primo passo verso una vita di frustrazione e incomprensione: si comincia con due basi di grammatica, qualche parola diffusa e poi con tutta l’arroganza del mondo, ci si butta in dialoghi strampalati Leggi tutto l'articolo →

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L’ombra del padrino: un’intervista impossibile. – Nazione Indiana 

 

 Pubblicato da giuseppe schillaci Il 25 settembre 2016 presento il mio ultimo documentario alla Festa Indiana di Torino. Purtroppo non potrò essere presente alla proiezione dunque, come da richiesta, lascio qui alcune riflessioni intorno al film. Intanto ecco una breve sinossi, per darvi un’idea del soggetto. L’OMBRA DEL PADRINO – Ricerche per un film di giuseppe schillaci        La mafia, per chi è nato in Sicilia, è un’ombra, qualcosa che ti accompagna fin dalla nascita e di cui difficilmente hai un’idea chiara. Il film è una ricerca intima intorno a quest’ombra, a Leggi tutto l'articolo →

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mater (# 6) – Nazione Indiana 

 

  di Giacomo Sartori Adoravi i risotti adoravi i risotti il prosciutto di Parma i formaggi cremosi i bianchi secchi i rossi leggerini la frutta gonfia di succo e i dolci tutti i dolci morbidi o crostosi i cioccolatini il torrone burroso piluccavi avidi bocconcini becchettatine d’uccello mimetizzate nelle arguzie spigliate o analitiche (guai all’ingordigia solo il volgo s’abbuffa e strafà) detestavi i buongustai e chi mangia d’appetito se sceglievo un buon posto decriptavi il menù stringendo le guance e poi chiedevi del pollo normale pollo arrosto indignata del disservizio Leggi tutto l'articolo →

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mater  – Nazione Indiana  

 

  Pubblicato da giacomo sartori di Giacomo Sartori                 Sei un vuoto sei un vuoto leggero e gaio ma anche inquieto (un tantino angosciante) com’eri tu   Se t’avessi proposto se t’avessi proposto di partire seduta stante per la Sicilia o la Cornovaglia in aeroplano o meglio in auto m’avresti detto adesso mi preparo sono subito pronta   Pranzavi da sola pranzavi da sola ben seduta alla tavolona impeccabilmente imbandita (pur sempre gaia d’amaranti e turchesi) tu stessa in ghingheri manco attendessi la Leggi tutto l'articolo →

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Un racconto: “Il cinese”

 

  Pubblicato da giacomo sartori per Nazione Indiana di Stefano Zangrando E va bene, stia a sentire: mio nonno paterno fu il figlio bastardo di un’avventura di guerra con un soldato austro-ungarico. La notizia fu diffusa tra i parenti più stretti, poco dopo la morte del vecchio, da una cugina di mio padre, una distrofica di fede comunista. Era una tipa tosta, militante, sempre al corrente del peggio che si potesse affermare sulla classe governante di turno. Come abbia saputo lei di quella debolezza di guerra, rimane un mistero. Forse la Leggi tutto l'articolo →

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LA CLASSE DEGLI APOLIDI: UN BACINO IMPORTANTE DAL QUALE L’EUROPA TRAE IL SUO CONSENSO

 

 CSEPI  http://csepi.it/index.php/31-attualita/70-la-classe-degli-apolidi-un-bacino-importante-dal-quale-l-europa-trae-il-suo-consenso Una generazione perduta, iper-specializzata, drogata dapprima da una massiccia dose di esterofilia, durante l’epoca dell’indebitamento privato facile, è stata costretta successivamente, dalle politiche di austerità, a cercare lavoro all’estero. E si è trovata così a costituire, inconsapevolmente, una vera e propria nomenclatura al servizio dell’Unione. La pretesa dell’Unione, fin dagli anni ’90 (ad esempio le riforme Treu e Biagi), di diffondere una profonda incertezza lavorativa generale, e una certa tendenza alla mobilità, era stata già camuffata dai media, dalle università e dalle elite, con definizioni eufemistiche, quali l’arricchimento Leggi tutto l'articolo →

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Quello che gli economisti non dicono. Intervista a Daniele Tori

 

 di Fabio di Lenola e Aldo Scorrano … Spesso, se non sempre, i canali d’informazione nazionale, a mezzo stampa o tv, ci propinano concetti che, dal nostro punto di vista critico, rappresentano dei veri e proprio luoghi comuni che inevitabilmente influenzano l’opinione pubblica, tipo: il debito pubblico è un onere per le generazioni future; la moneta è un semplice mezzo di scambio; un mercato del lavoro più concorrenziale aumenta l’occupazione; un bilancio pubblico in pareggio favorisce gli investimenti privati; le banche fungono da intermediari tra risparmiatori e investitori. Condivide la nostra critica? Se Leggi tutto l'articolo →

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La bambina celeste

 

  Pubblicato da mariasole ariot per Nazione Indiana  (un estratto) di Francesco Borrasso Ho odiato le pacche sulle spalle, gli occhi tristi o fintamente tristi che ti osservano, ho odiato le parole di conforto, gli abbracci di sconforto, ho odiato tutti i discorsi che sono incominciati con “lo so che non posso capirti”; ho odiato chi ha cercato di capire; ho odiato il funerale, la bara bianca, vaffanculo. Ho odiato la chiesa piena, il prete e i suoi inutili discorsi, le lacrime piene, le ore, subito dopo il lutto, mai vuote, senza Leggi tutto l'articolo →

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Educazione sentimentale/4: Frankenstein, o il moderno Prometeo – Nazione Indiana 

 

 di Francesca Fiorletta La mia educazione sentimentale è passata attraverso libri assai differenti tra loro. Il primo pianto, probabilmente, dirotto, l’ho fatto certamente durante l’esemplare morte della sorella Beth in Piccole Donne, di Louisa May Alcott; il primo brivido, per nulla vago, con Agatha Christie, quando vennero rinvenute tracce di noci in uno spray per l’asma, io sono allergica alla frutta secca, e – con tutta evidenza – anche la vittima di quel giallo; il primo, fortissimo, senso di libertà, con Caterina Contini, che in Ipazia e la notte descriveva minuziosamente Leggi tutto l'articolo →

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La retorica dei migranti come risorsa

 

  di Valeria Ottonelli per rivista “Il Mulino” A volte si pensa di difendere i migranti, ma in realtà non li si aiuta affatto Come ormai di rito, alle ultime dichiarazioni di Monsignor Galantino, che ha richiamato ancora una volta al dovere di accogliere i profughi e i rifugiati in viaggio verso l’Europa, hanno fatto seguito le proteste di chi sostiene che l’accoglienza non è possibile per tutti. E anche questa volta, in soccorso della tesi a favore dell’accoglienza, sono arrivate le voci di chi ci ha ricordato che queste nuove ondate Leggi tutto l'articolo →

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