Si cara… Tutto bene

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Traffico intenso ma scorrevole. Un luogo comune oramai.
Scorrevole quanto basta per potersi piazzare comodamente in corsia di sorpasso e dedicarsi ai propri pensieri.
Intenso quanto basta per per potersi dedicare ad un certo tipo di pensieri. Pensieri intensi.
Come sempre. Come al solito. L’intenso e’ per pochi, l’intenso e’ talmente denso che a volte ti lascia in regalo la fatica di respirare. E io respiro bene. Sempre.

Come sempre. Come al solito.

Come al solito tutto è quasi ok. Ok la giornata lavorativa, ok i rapporti interpersonali, ok l’estratto conto, ok la macchina nuova appena ritirata.
Profumo piacevole di nuovo, di plastiche, di tessuti e non meglio identificati lubrificanti siliconici.
Quasi ok, invece, il senso di completezza.
Qualcosa non torna, un senso di malessere dato dalla certezza di non aver chiuso il cerchio quotidiano, di avere lasciato quello spiraglio che purtroppo non permette di fare defluire nulla, ma consente solo di fare entrare lo sporco alterante. Lo chiamo così da anni. Lo sporco alterante.

Vengo distolto dai pensieri da un zigzagare isterico e frenetico di una Golf che vedo riflessa nello specchietto retrovisore. Spazza le tre corsie infilandosi impunemente tra le auto come fosse un videogioco. Abbaglianti utilizzati come ad allertare i normali utenti del suo arrivo. “Pista!! Lasciate libera la strada!!! Arrivo io.. Io con la Golf.”

“Ecco, pensai, e’ arrivato il coglione di turno, che pare non voglia arrivare vivo alla sagra dei coglioni Golfisti”

Inutile. Gli stupidi idioti esistono, ovunque.

La Golf, inoltre, ha il dono di amplificare il grado di stupidità ed idiozia di alcuni automobilari (chiamarli automobilisti sarebbe veramente troppo, troppo…)
Controllo meglio. Il coglione non e’ neanche solo in macchina. Giustamente, i coglioni stanno bene insieme.

Ridono sghignazzano, e bevono birra, dietro ad occhiali a mascherina e sopracciglia perfettamente disegnate.

“Tesoro… tesoro mio non passi qui.” (penso tra me e me…)  “Hai trovato la persona sbagliata, oggi”

Mi si piazza dietro a due metri dal mio amato posteriore, chiedendomi strada. “Ma che cazzo di strada posso darti, se davanti ho altre macchine anche io? Siamo a 120 km/h, tutti bravi incolonnati ed ordinati sulla corsia di sorpasso. Ma chi cazzo sei che devi passare? Chi cazzo siete? Pseudo Tronisti della mia minchia.”
Prova, in un attimo, a passare sulla corsia centrale alla mia destra, cercando di superarmi scorrettamente sulla destra per poi richiudermi, ma la manovra non riesce, perché accelero e non lo faccio rientrare. “Coglione, hai capito ora che nascosto nello splendore di una macchina sorniona e serena, ci sono 200 cavalli che ti umiliano? L’hai capito?”
Si lo ha capito. Mi si ripiazza dietro. Incollato alla mia macchina.
Ed ha smesso di ridere. Hanno smesso di ridere. Sono incazzati e sembrano pericolosi.
Ho smesso di essere sereno. E’ cominciata la rabbia. La mai rabbia.

Controllo la situazione in un istante. Guardo avanti, di lato, dietro, sopra, sotto, non sento odore di polizia nei dintorni. Preparati.

130 km/h, pianto con forza il piede sul freno. Tutto calcolato. So cosa avviene ora.

Sono presi alla sprovvista, come immaginavo. Grande inchiodata improvvisa sull’asfalto, mentre io ridò immediatamente il gas e schizzo in avanti. Li vedo sbandare sulla sinistra verso il new jersey ed essere immediatamente rimbalzati sulla destra, attraversando le tre corsie senza fortunatamente cambiare i destini di nessun altro conducente.

Non hanno più sorrisi di scherno sul volto.

Specialmente il passeggero, che vedo volare fuori dal finestrino esploso, nel momento in cui l’immacolata Golf si schianta conto il muro in cemento armato, adeguandosi magicamente alle sue semplici forme geometriche.
Avviene tutto magicamente al rallentatore, proprio come nei migliori film americani, proprio come la mia mente voleva fotografare. Fotogramma per fotogramma.

Il passeggero senza più occhiali a mascherina, lo vedo atterrare su dei pannelli fonoassorbenti a margine della strada (simpaticamente penso che nessuno lo sentirà gridare, visto che  sono appunto, fonoassorbenti..).

Il conducente pilota “fatemi passare che ho la Golf”, era ovviamente, anche lui, senza cintura. Me ne sono reso conto proprio poco prima di perderli dalla visuale dello specchietto retrovisore. Anche lui, ha preso il volo uscendo direttamente dal parabrezza.

Ex parabrezza.
Si muovono entrambi. Non sono morti.
In ultima analisi, ho fatto poco danno, se considero che la mia macchina, in tutta questa giostra, non ha subito alcuna violenza.
Ed io ne sono uscito immacolato. Io, in effetti, non ho fatto nulla. Ho solo frenato all’improvviso, per evitare un ostacolo sull’asfalto.
Dovreste ringraziarmi, popolo di transumanti inscatolati.
Venti minuti di macchina ancora, mi rilasso e musica alta. Pulizia mentale, come tergicristallo su parabrezza. Due spazzolate e via.

-Bambini!!!! E’ arrivato il papà!! Venite!-

Bacio.

Mi spoglio, e mi inebrio dei profumi della cucina.
-Tesoro? Caro, hai un’espressione strana stasera. Tutto bene? – Va tutto bene?-

Mi accomodo sulla sedia, mi stiro e incrocio le mani dietro la testa. Allento la cravatta.
So di avere espressione beata,  tronfia e soddisfatta.

-Si cara… Tutto bene.

 

Fine

Max Pagani

Inserito da Max Pagani

Mediamente giovane Intelligenza nella media Le medie fatte con intelligenza Le parole messe giù con calore Lievemente pessimo e instabile

 
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One Reply to “Si cara… Tutto bene”

  1. Testo intenso ma scorrevole. Un luogo comune oramai.
    Scorrevole quanto basta per potermi piazzare comodamente sul divano e dedicarmi alla lettura degli altrui pensieri.
    Intenso quanto basta per per potersi dedicare ad un certo tipo di pensieri. Pensieri intensi.
    Sono totalmente immersa nella nebbia dell’intenso che alla fine del racconto l’autore con un inchino e un sorriso ironico ogni volta riesce a regalami il piacere dello stupore.
    Come sempre. Come al solito.

     

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