La farfalla, il poeta e l’imbecille

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Sorgente: Corriere della Sera

L’Andalusia, Federico Garcia Lorca e la poesia

di Davide Van De Sfroos

Sono ancora qui a volare, poeta. Sono una di quelle farfalle che hai cantato insieme ai tuoi limoni, alle tue arance e ai melograni. Sbatto le ali sognate dentro l’Andalusia che hai innaffiato e accarezzato e fatto poi sanguinare con le tue parole senza fine. Sono una tua farfalla, poeta,dovevo durare un giorno, ma tu mi hai resa eterna e da allora sono sempre stata presente ad assistere la tua ombra.

Ti ho sentito suonare i tasti bianchi e quelli neri dentro il ventre aperto dei tramonti, ti ho visto arrivare con l’anima senza corteccia fin dove di solito nessuno osa andare. Hai tolto la corazza ai fiumi, hai setacciato tutto con gli occhi, hai ingoiato il mare.

Eri un astronauta dell’anima venuto a mostrarci mondi che non potevamo ancora capire, ma mentre tu cantavi il cielo, vennero a rubarti la luna: non era permesso avere un’astronave a forma di cuore e fare tutta quella luce davanti a chi voleva il buio. Sono sempre stata presente, Poeta, anche quando giunsero a prenderti gridando il tuo nome: Federico Garcia Lorca!

Erano sei fucili con un nome ed un cognome, ti portarono via su di una vettura rossa come il sangue dei tuoi tori e dei tuoi toreri, come il sangue che ti stavan per rapinare a Viznar, vicino alla Fontana delle Lacrime. Uno di loro non aveva più la parte umana, altri li ricordo male, uno invece era un tiratore scelto e avrebbe voluto tanto sbagliare, ma credo che fece centro perché non si perdonò mai più e morì pazzo. Ricordo anche che uno dei fucili era tuo cugino, ubriaco ed invasato come quando poi sarebbe andato nei bordelli a vantarsi di aver piantato due proiettili in testa al «cervellone». Imbecille.

Non avrebbe mai capito che il mondo non lo avevi ricreato con la mente, ma con il cuore. Anche quello forse ti hanno colpito, ma io ero lì e…quando è successo mi sono guardata intorno: tutto era ancora come lo avevi cantato, tutto come lo avevi lasciato. Nulla sarebbe mai più cambiato. Non hanno ancora trovato il tuo corpo, perché tu oramai sei ovunque.

alberto

Inserito da Alberto Saso

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