La caduta dell’impero romano: pochi nati e troppi stranieri, tasse ed edonismo (il libro)

Rino Cammilleri per “il Giornale”   IMPERO ROMA Già esaurito e in ristampa, il libro dello storico Michel De Jaeghere Gli ultimi giorni dell’ Impero Romano che arriva ora in Italia (Leg, pagg. 624, euro 34), è uscito due anni fa in Francia e, , là, ha sollevato un putiferio. Perché? Perché l’ autore dimostra che quella civiltà collassò per le seguenti cause: a) crollo demografico, per far fronte al quale si inaugurò b) una persecuzione fiscale che c) distrusse l’ economia; allora si cercò vanamente di ovviare tramite d) Leggi tutto l'articolo →

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Roma contemporanea: la città fallita

di Francesco Pecoraro per Le parole e le cose Roma contemporanea: la città fallita In questi ultimi anni è stato un coro. Roma fa schifo, è ai minimi storici. Il giornalista medio, così come il cittadino medio, e come il politico medio, spacchettano il disastro praticamente in sole tre voci: Mondezza, Trasporti, Buche (MTB). Qualcuno aggiunge: Palazzinari. Altri: Mafia Capitale. Ma al di là di MTB dovremmo tutti ricordare che, a partire dal Secondo Dopoguerra, Roma soffre di mali ormai divenuti strutturali. Sono nozioni apparentemente da tutti condivise, applicate ai Leggi tutto l'articolo →

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mater (# 6) – Nazione Indiana 

di Giacomo Sartori Adoravi i risotti adoravi i risotti il prosciutto di Parma i formaggi cremosi i bianchi secchi i rossi leggerini la frutta gonfia di succo e i dolci tutti i dolci morbidi o crostosi i cioccolatini il torrone burroso piluccavi avidi bocconcini becchettatine d’uccello mimetizzate nelle arguzie spigliate o analitiche (guai all’ingordigia solo il volgo s’abbuffa e strafà) detestavi i buongustai e chi mangia d’appetito se sceglievo un buon posto decriptavi il menù stringendo le guance e poi chiedevi del pollo normale pollo arrosto indignata del disservizio (davvero Leggi tutto l'articolo →

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mater  – Nazione Indiana  

Pubblicato da giacomo sartori di Giacomo Sartori                 Sei un vuoto sei un vuoto leggero e gaio ma anche inquieto (un tantino angosciante) com’eri tu   Se t’avessi proposto se t’avessi proposto di partire seduta stante per la Sicilia o la Cornovaglia in aeroplano o meglio in auto m’avresti detto adesso mi preparo sono subito pronta   Pranzavi da sola pranzavi da sola ben seduta alla tavolona impeccabilmente imbandita (pur sempre gaia d’amaranti e turchesi) tu stessa in ghingheri manco attendessi la regina Leggi tutto l'articolo →

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Un racconto: “Il cinese”

Pubblicato da giacomo sartori per Nazione Indiana di Stefano Zangrando E va bene, stia a sentire: mio nonno paterno fu il figlio bastardo di un’avventura di guerra con un soldato austro-ungarico. La notizia fu diffusa tra i parenti più stretti, poco dopo la morte del vecchio, da una cugina di mio padre, una distrofica di fede comunista. Era una tipa tosta, militante, sempre al corrente del peggio che si potesse affermare sulla classe governante di turno. Come abbia saputo lei di quella debolezza di guerra, rimane un mistero. Forse la confidenza Leggi tutto l'articolo →

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LA CLASSE DEGLI APOLIDI: UN BACINO IMPORTANTE DAL QUALE L’EUROPA TRAE IL SUO CONSENSO

CSEPI  http://csepi.it/index.php/31-attualita/70-la-classe-degli-apolidi-un-bacino-importante-dal-quale-l-europa-trae-il-suo-consenso Una generazione perduta, iper-specializzata, drogata dapprima da una massiccia dose di esterofilia, durante l’epoca dell’indebitamento privato facile, è stata costretta successivamente, dalle politiche di austerità, a cercare lavoro all’estero. E si è trovata così a costituire, inconsapevolmente, una vera e propria nomenclatura al servizio dell’Unione. La pretesa dell’Unione, fin dagli anni ’90 (ad esempio le riforme Treu e Biagi), di diffondere una profonda incertezza lavorativa generale, e una certa tendenza alla mobilità, era stata già camuffata dai media, dalle università e dalle elite, con definizioni eufemistiche, quali l’arricchimento Leggi tutto l'articolo →

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Quello che gli economisti non dicono. Intervista a Daniele Tori

di Fabio di Lenola e Aldo Scorrano … Spesso, se non sempre, i canali d’informazione nazionale, a mezzo stampa o tv, ci propinano concetti che, dal nostro punto di vista critico, rappresentano dei veri e proprio luoghi comuni che inevitabilmente influenzano l’opinione pubblica, tipo: il debito pubblico è un onere per le generazioni future; la moneta è un semplice mezzo di scambio; un mercato del lavoro più concorrenziale aumenta l’occupazione; un bilancio pubblico in pareggio favorisce gli investimenti privati; le banche fungono da intermediari tra risparmiatori e investitori. Condivide la nostra critica? Se Leggi tutto l'articolo →

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