mater  – Nazione Indiana  

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Pubblicato da

di Giacomo Sartori

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Sei un vuoto

sei un vuoto

leggero e gaio

ma anche inquieto

(un tantino angosciante)

com’eri tu

 

Se t’avessi proposto

se t’avessi proposto

di partire seduta stante

per la Sicilia

o la Cornovaglia

in aeroplano

o meglio in auto

m’avresti detto

adesso mi preparo

sono subito pronta

 

Pranzavi da sola

pranzavi da sola

ben seduta alla tavolona

impeccabilmente imbandita

(pur sempre gaia

d’amaranti e turchesi)

tu stessa in ghingheri

manco attendessi

la regina d’Inghilterra

o chissà che ospiti

(con estro certo iconoclasta)

 

se sbarcavo

drizzavi la testa

e sorridevi

(il tuo sorriso

un po’ esagerato

fasullo e anche vero)

 

Dimenticavi gli occhiali

dimenticavi gli occhiali

la borsetta

le pastiglie

gli appuntamenti

le date

i dettagli del passato

le stesse fondamenta

(come faccio io)

t’imponevi allora

di non sbagliare niente

(come gli altri!)

triplicavi le attenzioni

ti premunivi mentalmente

con occhi ansanti

di schizofrenica:

uno sforzo per te eccessivo

e struggente

(come il mio)

 

poi invece

ricordavi inezie

per te essenziali

sferravi spavalde

sintesi sinottiche

per non dire deliri

(faccio uguale)

 

Mi proponevi d’andare al cinema

mi proponevi

d’andare al cinema

come un monello

esige un gioco

(ne ha diritto!)

io rispondevo forse

tu sapevi bene

che voleva dire

ero preso

dalle mie cose

dal mio egotismo

dal mio bisogno

di tenerti a distanza

 

non me ne volevi

 

Non si può dire che mi manchi

non si può dire che mi manchi

è anzi un sollievo

(come dopo tante parole

si preferisce il silenzio)

 

mi manca

la mancanza

d’averti mancata

Sorgente: mater (# 5) – Nazione Indiana | Nazione Indiana

alberto

Inserito da Alberto Saso

Presidente Onorario - New Estro-Verso - KulturaWebTv

 
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