Siloe, il Vaticano e la missione che cerca un pianeta oltre l’orbita di Plutone

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Mistero bUFO Corriere della Sera
di Flavio Vanetti

Radiotelescopio_LuciferLa recente scoperta delle sette sorelle della Terra del sistema Trappist-1, ripropone il tema dell’esplorazione dello spazio oltre il sistema solare. Una delle missioni più enigmatiche e meno conosciute è quella della sonda Siloe inviata nello spazio profondo e della scoperta di un nuovo pianeta oltre l’orbita di Plutone che avrebbe dimensioni maggiori di Giove o più realisticamente 2-3 volte quelle della Terra. Almeno così sostiene l’ufologo Cristoforo Barbato, dopo le rivelazioni di un enigmatico gesuita che sarebbe appartenuto al SIV, il Servizio Informazioni Vaticano.

Il pianeta sarebbe Nibiru fotografato appunto dalla sonda Siloe verso la fine del secolo scorso, il cui progetto seppure sviluppato dalla Nasa, non risulta finanziato dal governo americano. Intanto vediamo il perché di quel nome che evoca il Nuovo Testamento, in particolare Luca 13,4 in cui Gesù fa riferimento alla torre di Siloe a Gerusalemme e Giovanni 9,7  in cui l’Evangelista si riferisce al miracolo del cieco nato avvenuto nella piscina di Siloe nome che significa “l’inviato”, in pratica Cristo stesso.

Siloe era il nome del proprietario della piscina, in pratica “colui che dà la vista ai ciechi”. E lo scopo della sonda Siloe sarebbe stato proprio quello di “ridare la vista” al genere umano circa la realtà del pianeta oltre Plutone che si avvicina alla Terra ogni 3600 anni. E’ facile da questi due passi risalire al Vaticano, quale finanziatore e committente della missione segreta della Nasa. E’ bene ricordare che il Vaticano possiede negli Stati uniti, più precisamente in Arizona  sul Monte Graham,  il VATT, Vatican Advanced Technology Telescope, con la partnership dell’Università dell’Arizona.

Recentemente ha inaugurato due nuovi radiotelescopi dal nome inquietante: Lucifer 1 nel 2010 e Lucifer 2 nel 2011, costruiti per osservare gli oggetti in avvicinamento alla Terra sulla gamma dell’infrarosso. Letteralmente il nome Lucifer significa “portatore di luce”, quindi di là delle implicazioni “diaboliche” si tratta di un significato vicino anche questo al nome Siloe. Secondo i gesuiti Lucifer sarebbe l’acronimo di “Large Binocular Telescope Near-infrared Utility with Camera and Integral Field Unit for Extragalactic Research”, un acronimo un po’ forzato che lascia tuttavia qualche dubbio.Telescopio_Arizona

Prima di approdare in Arizona, già nel 1868 il gesuita Angelo Secchi iniziò gli studi sulla spettroscopia stellare, cioè la classificazione degli astri secondo il loro spettro luminoso, mentre la Specola Vaticana, il primo osservatorio papale, fu istituita da Leone XIII nel 1891. L’osservatorio fu poi trasferito negli anni Trenta del secolo scorso da Pio XI a Castel Gandolfo per sfuggire all’ inquinamento luminoso della Capitale.

La costituzione dell’osservatorio in Arizona fu deciso infine negli anni Ottanta. Esisterebbe anche un radiotelescopio del Vaticano situato in Alaska e gestito in via esclusiva dai gesuiti (probabilmente sempre dal fantomatico SIV). Sarebbe un radiotelescopio avanzatissimo, che adotta sistemi e tecnologie all’avanguardia, ubicato all’interno di un impianto industriale apparentemente dismesso. Il complesso sarebbe mimetizzato perché svolgerebbe attività coperte dal massimo segreto. Sembra che sia stato costruito nel 1990 con lo scopo di studiare i corpi celesti ‘anomali’ in avvicinamento alla terra (come Nibiru) e avrebbe partecipato al programma di esplorazione spaziale Siloe.

I dati giunti dalla sonda spaziale Siloe sarebbero stati ricevuti dal Radiotelescopio Vaticano d’Alaska nell’ottobre del 1995.

Tetricus

Sorgente: Siloe, il Vaticano e l’enigmatica missione che cerca un pianeta oltre l’orbita di Plutone

alberto

Inserito da Alberto Saso

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