Quanto è sicura la tua banca?

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La classifica su 377 piccoli e medi istituti italiani

La crisi dei grandi gruppi ha messo in secondo piano i guai delle banche popolari, di credito cooperativo e rurali sparse per il territorio. I cui bilanci spesso sono preoccupanti. Scopri con il nostro motore di ricerca qual è lo stato di salute dell’istituto che conserva i tuoi risparmi e investimenti. E sull’Espresso in edicola da domenica 23 aprile, l’approfondimento su bilanci e pericoli del piccolo credito

DI GIUSEPPE ODDO – DATI R&S MEDIOBANCA – COORDINAMENTO M. MUNAFÒ, GRAFICA T. NELKI, SVILUPPO VISUAL LAB

21 aprile 2017


L’Espresso riaccende il faro, nel numero in edicola da domenica 23 aprile, sui rischi connessi alle banche locali: i vari istituti di credito cooperativo, casse rurali, casse di risparmio e popolari, comprese quelle che hanno modificato il loro status giuridico in società per azioni.Dopo il fallimento di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e Cariferrara, nel tardo autunno 2015, la crisi dei grandi gruppi come Monte dei Paschi e Unicredit ha finito per offuscare quella dei piccoli, anche se nel frattempo la loro situazione è andata aggravandosi come mostrano i dati che pubblichiamo: i bilanci al 31 dicembre 2015 di un campione di 377 banche con attivi inferiori a 5 miliardi. Sono dati elaborati da R&S, la società di ricerche e studi di Mediobanca, che restituiscono la fotografia più aggiornata delle banche che operano a più diretto contatto col territorio.COME LEGGERE IL DATABASE
Il campione è ordinato in base a un punteggio, a un ordine di gravità, cui corrisponde un colore. Sono indicate in rosso le banche a più alto rischio fallimento, in giallo quelle a medio rischio e in verde quelle a basso rischio. Alla formazione del punteggio concorrono quattro indicatori:

  1. l’incidenza dei crediti deteriorati netti sul patrimonio netto tangibile della banca,
  2. l’incidenza delle sofferenze sullo stesso patrimonio netto,
  3. la svalutazione dei crediti deteriorati sui ricavi
  4. e il cosiddetto cost/income, cioè il rapporto tra costi operativi e ricavi, il principale indicatore di efficienza.

Quando i crediti deteriorati superano il 100 per cento del patrimonio netto tangibile, l’equilibrio delle banca comincia ad essere compromesso. Quando arrivano a rappresentare, come in taluni casi, tre, quattro, cinque, sei o anche sette ed otto volte il patrimonio netto, significa che la banca è ad alto rischio di fallimento, se non già fallita. Digitando il nome della vostra banca nel campo di ricerca, e cliccando su questa, si visualizzerà una breve scheda riassuntiva con riportati i dati appena descritti. vai a:

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Inserito da Alberto Saso

Presidente Onorario - New Estro-Verso - KulturaWebTv

 
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