D’ANNUNZIO E LE DROGHE E ALTRI CASI DI IPOCRISIA…

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Non ci avevano mai detto al liceo (ma neppure all’Università) che Gabriele D’Annunzio fu un discreto cocainomane, nella seconda parte della sua vita… Nel suo vivere inimitabile, oltre alla ricerca delle emozioni più intense e del lusso più sofisticato – anche quando non se lo poteva permettere, come in gioventù – pensò bene di ricorrere all’uso di droghe e non solo la cocaina, che era già abbastanza diffusa, ma anche ad altre più rare e ricercate, almeno da quanto ci fa sapere annotando sul suo diario – molto prima di Jim Morrison – una droga “sciamanico-indiana” come il peyote… Satanasso di un D’Annunzio! Non ci avevano mai detto – nei programmi scolastici impregnati di idealismo gentiliano e di conformismo borghese – che Gabriele andava anche con due donne contemporaneamente, specie nel suo periodo parigino, ed era il massimo per lui, attraverso strane acrobazie, fare anche la femmina in un rapporto a tre in cui una delle due donne era una nota lesbica parigina… Egli aveva persino un nome d’arte…
Ma non ci furono solo le droghe e il sesso sfrenato a dargli quel surplus di vita e d’ebbrezza: c’erano quelle che lui chiamava le gesta…
Durante la prima Guerra Mondiale, D’Annunzio, che da sempre aveva sentito il fascino dei velivoli aerei, potè volare e compiere alcune imprese come il volo su Vienna con lancio di volantini sulla città nemica..
Qualche denigratore del Vate, le considera cose inutili ma io penso che D’Annunzio, in un’epoca in cui non c’era certo l’odierno bombardamento mediatico, avesse capito l’importanza e la risonanza delle sue imprese a livello propagandistico, e per la sua gloria e per quella dell’Italia…
Io credo però, che l’impresa più memorabile del Poeta sia stata la marcia alla testa dei suoi fedeli legionari e la presa di Fiume che la viscida diplomazia internazionale aveva negato all’Italia, nonostante la vittoria in guerra… Così Fiume divenne la città dell’Utopia e dell’Immaginazione, altro che Hippies e ’68: si poteva praticare l’amore libero e il nudismo, tanto che si ritrovarono lì, in quel periodo, i personaggi più strambi e anticonformisti del tempo, soprattutto giovani (D’Annunzio era forse il più vecchio…) … Personaggi come Guido Keller, un pilota d’aerei di nobile famiglia belga, il quale fondò a Fiume il gruppo Yoga – con tendenze esoteriche e naturistiche – che aveva come simbolo la svastica (allora solo un simbolo mitico: rappresentava il carro del sole, come era stato nell’antichità per molti popoli) e la rosa a cinque petali…
Guido Keller si faceva spesso fotografare nudo, sopra un albero dove dormiva e, da vero snob, pare che avesse un servizio da tè sul velivolo… Egli era il solo che potesse dare del tu al comandante D’Annunzio, al quale forse lo legava la comune sfrenatezza e sregolatezza… E, come D’Annunzio, anche Keller pensò bene di compiere qualche spacconata ironica ma di valore simbolico, come quella di volare sopra Montecitorio e lanciare un pitale…

Ma la “vacanza” di Fiume non durò a lungo e ben presto D’Annunzio e i legionari dovettero abbandonare la città sotto la pressione del governo italiano che aveva spedito la marina militare per liberarsi di quei “buontemponi”… Così D’Annunzio iniziò il suo ritiro dorato al Vittoriale mentre cominciava a far sentire sempre più la sua voce il giovane romagnolo Benito Mussolini, che il Vate prendeva un po’ alla leggera considerandolo solo un rozzo maestrino elementare che non avrebbe mai avuto il seguito degli italiani… In ciò D’Annunzio commise un grande errore: sottovalutò Mussolini (che invece non sottovalutava D’Annunzio, anzi, un po’ lo temeva e lo imitava)

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alberto

Inserito da Alberto Saso

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