L’evidenza aliena c’è già, ma nessuno lo ammetterà mai”

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Mistero bUFO
di Flavio Vanetti

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Ingegner Szymanski, che che cosa c’è di concreto nella cosiddetta “Ufo evidence?

“Io credo che quanto sia avvenuto a Roswell sia più che significativo. Jesse Marcel, il primo militare che potè maneggiare i resti del crash, e il generale DuBose, che comandava l’8° gruppo dell’Air Force, hanno visionato qualcosa di molto chiaro. Solo chi ha avuto in mano i pezzi può dire che di che cosa si trattasse. Ma gli esami hanno portato a una conclusione: appartenevano a una nave spaziale. Marcel, off the records, aggiunse: “Questa cosa non è terrestre”. Per questa ragione fu trasferita a Wright-Patterson. DuBose ammise che la missione fu portata a termine, in aereo, da un suo pari grado. Quindi, è incontrovertibile che, qualunque cosa fossero quei reperti, furono portati nella base nell’Ohio”.

Perché proprio lì, secondo lei?

“Perché nel 1917 fu creato un grande laboratorio per studiare nuovi materiali ad uso aeronautico. Quella struttura esiste pertanto da 100 anni. E da 30 rispetto ai fatti di Roswell. E’ logico e scontato pensare che se  ci fosse stata la necessità di analizzare materiale “esotico”, il posto giusto sarebbe stato quello: c’era il know how per farlo a tutti i livelli, soldi inclusi”.

Ha mai avuto mai l’evidenza, negli anni di lavoro nella base, che  lì accadesse qualcosa di strano?

“Riferita agli Alieni? O riferita agli Ufo?”

Riferita agli Alieni, prima di tutto.

“No, su quel fronte no. Ma lì c’era sempre qualcosa in evoluzione. Stiamo parlando di una base con 25 mila impiegati. E i laboratori occupavano migliaia di persone impegnate a sviluppare tecnologia del presente e del futuro. Wright-Patterson pullula di documenti classificati”.

Secondo lei la pistola fumante in tema di Ufo e Alieni c’è o non c’è?

“E’ un problema cruciale e delicato. Secondo me bisogna procedere aggiungendo pian piano tesserine al mosaico. Va fatto con pazienza. Una delle mie ricerche, ad esempio, era rivolta a provare la possibilità che lì ci fossero tombe di esseri alieni.  Feci domande, incontrai solo smentite. Ma poi trovai un giornale che parlava di un posto di sepoltura giusto a fianco alla cappella. Il dato rilevante e significativo è che l’ospedale della base è lì a un tiro di schioppo dalla cappella. Sarebbe stato fin troppo facile, in presenza di corpi alieni da nascondere, attraversare la strada e seppellirli lì. Coloro con i quali avevo parlato erano disinformati o mi depistavano? Comunque sia, è bastato unire una serie di aspetti per trovare una possibile quadra”.

Secondo lei ci stiamo avvicinando al giorno della pubblica ammissione dell’esistenza aliena?

“I governi hanno convenienza a farlo? Questa è la prima domanda da porsi. Giappone, Inghilterra e Russia hanno declassificato gli X-files, per cui l’evidenza c’è. Ma nessuno trarrebbe vantaggi dal chiudere il cerchio: andrebbe a catafascio il mondo. Per cui, non diranno nulla”.

segue

L’incontro con Raymond Szymanski, l’uomo della base Wright-Patterson: “L’evidenza aliena c’è già, ma nessuno lo ammetterà mai”

 

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Inserito da Alberto Saso

Presidente Onorario - New Estro-Verso - KulturaWebTv

 
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